Cinema e AI: sfida All’OK Corral. Gianni Celata

Gianni Celata - Cinema e AI - Sfida all'Ok Corral - esperto economia del Cinema - Dubbing Glamour Festival

Gianni Celata al Dubbing Glamour Festival: quando l’innovazione tecnologica sfida la tradizione. Workshop su AI, cinemA e doppiaggio

23 novembre, ore 10:00, Palazzo Ducale Genova:

“Sfida all’OK Corral” – Il titolo scelto da Giandomenico Celata per la sua conferenza al Dubbing Glamour Festival 2025 evoca immediatamente il film del 1957 di John Sturges: un duello frontale, senza mezze misure, dove due forze si affrontano per decidere il futuro.

Proprio come nel film, dove la legge e il Far West si scontravano in un duello decisivo, oggi Cinema tradizionale e Intelligenza artificiale si trovano faccia a faccia in una sfida che ridefinirà l’intera industria. Ma chi vincerà? E soprattutto: ci sarà un vincitore, o nascerà una nuova formula?Gianni Celata, esperto di economia e finanza del cinema, intelligenza artificiale e management delle piattaforme digitali, direttore del Consorzio per il Distretto dell’Audiovisivo e dell’ICT e docente all’Università UNIROMA3, ha affrontato questo tema cruciale con la lucidità dell’economista e la visione dello stratega, offrendo un’analisi che va oltre l’entusiasmo tecnologico e la paura del cambiamento.

La sua prospettiva economica ha illuminato aspetti spesso trascurati nel dibattito sull’AI: non si tratta solo di tecnologia, ma di scelte economiche che determineranno se il cinema del futuro sarà dominato dalla quantità o dall’eccellenza.

Gianni Celata. CINEMA E AI: Sfida all’OK Corral. Dubbing Glamour Festival 7th Edition. Guarda il video su YouTube

Il Cinema: tecnologia della narrazione in continua evoluzione

Celata ha aperto il suo intervento definendo il cinema come una tecnologia della narrazione. Non solo arte, non solo industria, ma uno strumento tecnologico al servizio del racconto. Questa prospettiva permette di comprendere come il cinema sia sempre stato, sin dalla sua nascita, un campo di sperimentazione e innovazione.

Nato come semplice curiosità tecnica – le prime proiezioni dei fratelli Lumière stupivano per il movimento delle immagini più che per il contenuto – il cinema si è rapidamente trasformato in spettacolo di massa, conquistando il pubblico mondiale nel giro di pochi decenni.

Ogni volta che c’è stato un salto tecnologico, ha sottolineato Celata, il cinema ha trovato una nuova forma espressiva, invece di essere distrutto dall’innovazione. E così sarà con l’intelligenza artificiale.

L’esempio: l’avvento del sonoro

Per illustrare questo principio, Celata ha richiamato un momento cruciale della storia del cinema: l’introduzione del sonoro alla fine degli anni ’20.

Quando il primo film sonoro (“Il cantante di jazz”, 1927) sconvolse il mondo del cinema muto, la reazione fu tutt’altro che entusiasta. Ci furono scioperi, blocchi delle sale cinematografiche, sit-in da parte di professionisti che temevano per il proprio futuro. Gli attori del muto, molti dei quali non avevano voci adatte al nuovo mezzo, videro crollare le loro carriere. I musicisti che accompagnavano dal vivo le proiezioni persero il lavoro.

Eppure, quella straordinaria novità tecnologica vinse. Non solo: si formò un nuovo ecosistema che non eliminò le professioni esistenti, ma ne aggiunse di nuove. Nacquero figure come il fonico di mix, il compositore di colonne sonore, il dialoghista. Il cinema non morì – si trasformò, arricchendosi.

L’AI: un nuovo corpo del cinema

La sfida dell’intelligenza artificiale, ha spiegato Celata, non sarà semplicemente una serie di misure tecniche da adottare. Definirà in profondità il linguaggio cinematografico stesso. Avremo un “nuovo corpo del cinema” – una trasformazione che toccherà ogni aspetto della produzione, distribuzione e fruizione.

Per questo, ha concluso, la domanda non è se l’AI trasformerà il cinema, ma come lo farà. E soprattutto: chi guiderà questa trasformazione? Sarà l’industria a decidere come usare questa potenza, orientandola verso la qualità o la quantità, l’innovazione o la standardizzazione.

Il vantaggio economico: risparmi dal 40 all’80%

Celata ha presentato dati concreti sui risparmi previsti grazie all’AI:

  • Produzione (set, comparse, scenografie): risparmio stimato tra 40% e 50% 
  • Post-produzione (effetti speciali, sincronizzazioni): l’AI può generare effetti complessi con risparmi tra 50% e 80%

E questi margini economici e temporali pongono una domanda fondamentale: cosa farà il cinema di questi risparmi?

L’asse cartesiano: quantità o qualità?

Utilizzando un approccio matematico, Celata ha illustrato due scenari possibili attraverso un asse cartesiano:

Asse orizzontale (produttività): l’industria aumenta la produzione senza incidere sulla qualità, ingolfando il mercato.

Asse verticale (qualità): l’industria investe i risparmi per innalzare la qualità artistica e narrativa.

La scelta è della produzione: gonfiamento o innalzamento?

Cinema indipendente: la coscienza critica del settore

Il cinema indipendente, ha sottolineato Celata, è la coscienza critica e il reparto di ricerca e sviluppo dell’industria: il luogo dove si rischia, si sperimenta, si innovano. Un ecosistema culturale che rappresenta la tensione perenne tra macchina e immaginazione.

La trappola della liquidità italiana

L’analisi di Celata si è fatta critica parlando del sistema italiano:

Il nostro paese ha uno dei sistemi di finanziamento più rigidi, mentre negli Stati Uniti si offrono sgravi fiscali per le produzioni (e per contrastare le runaway production, “the race to the bottom”), ora rafforzati da un contributo federale da Washington. Il cinema americano acquisirà ulteriore competitività.

Il cinema italiano cade nella trappola della liquidità: disponibilità precaria, ritardi ingiustificabili, il tax credit con differenze temporali che impediscono la creatività. Gli iter burocratici, pur con una Direzione Cinema encomiabile, uccidono ogni slancio.

Il nostro paese non ha invece una politica industriale coerente: basti pensare che le nostre industrie pagano il doppio del costo del gas rispetto ad altri paesi europei.

Doppiaggio italiano: come la pellicola cinematografica

Celata ha tracciato una similitudine suggestiva tra doppiaggio italiano e pellicola cinematografica: il doppiaggio permette al pubblico italiano di immergersi nella storia senza mediazione linguistica, così come alcuni grandi registi (Tarantino, Sorrentino) continuano a usare la pellicola perché cattura le luci in modo più tridimensionale.

Entrambi rappresentano una qualità artistica superiore, ma rischiano di diventare nicchie in un mercato dominato dall’ottimizzazione dei costi.

Il Principio di Pareto: 20% qualità, 80% quantità

Applicando il Principio di Pareto (80-20) al cinema e al doppiaggio, Celata ha previsto che:

  • 20% sarà occupato da produzioni di nicchia e alta qualità
  • 80% sarà dominato dalla quantità e dall’ottimizzazione economica

Citando il teorema della lunga coda, ha spiegato come le piattaforme digitali (Amazon, Netflix) traggano maggiori ricavi dalla somma di piccoli contenuti che dai grandi Blockbuster.

Nel vasto campo dei contenuti corporate, la voce ha un costo da ottimizzare. In questo contesto, l’offerta del doppiatore non sarà più il criterio principale: la sostituzione non sarà questione di qualità superiore, ma di adeguatezza economica.

Un dibattito straordinario: 45 minuti di domande

La conferenza, della durata di circa 50 minuti, ha generato un interesse tale che il pubblico ha posto domande per ben 45 minuti successivi – quasi quanto l’intervento stesso.

Questa eccezionale partecipazione, con domande approfondite da parte di giovani professionisti, studenti e operatori del settore, testimonia quanto il tema dell’AI nel cinema tocchi profondamente chi lavora e studia in questo campo. Un dibattito vivace che ha trasformato la conferenza in un momento di confronto collettivo sul futuro dell’industria.


Video completo della conferenza e del dibattito

A presto online…


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