La storia del cinema Horror: Joker, Dracula, Frankenstein, La Mummia e altri mostri: DGF2025-Offshoot
Un viaggio straordinario chiude il Dubbing Glamour Film Festival. Roberto Silvestri guida l’incontro. Silvestri è storico e critico cinematografico e conduttore Hollywood Party su Radio RAI 3. Lo accompagna Mariuccia Ciotta, critico cinematografico e già direttrice de Il Manifesto- DGF2025-Offshoot.
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A breve sarà disponibile il video dell’incontro su Universal Pictures. L’incontro è a cura di Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri. Intanto, ne pubblichiamo la trascrizione.
ROBERTO SILVESTRI:
Quest’anno il Dubbing Glamour Film Festival rende omaggio alla Universal durante le giornate del DGF2025-Offshoot. Si tratta del primo grande studio della storia di Hollywood. Inoltre, è uno dei più importanti. Oggi fa parte del conglomerato Comcast. Comcast è una megasocietà di telecomunicazioni, mass media e intrattenimento. È specializzata in televisioni via etere e cavo, telefonia e servizi internet. Inoltre, gestisce parchi a tema e library musicali.
La Universal nasce a Burbank. Arriva poco dopo le prime case di produzione europee: Gaumont, Pathé e Titanus. Negli anni venti lancia star come Rodolfo Valentino e Lon Chaney. Inoltre, produce 25 film di John Ford. Dispone del più alto numero di registe donne. Tra queste: Frances Marion, Janie MacPherson, Ida May Park e Cleo Madison. Anche Ruth Stonehouse, Lule Warrenton, Grace Cunars e la neozelandese Elsie Jane Wilson. Infine, Ruth Ann Baldwin. Tutte queste cineaste sono state risarcite negli ultimi decenni. Le storiche del cinema femministe le hanno salvate dall’oblio.
Le 3 Major californiane “minori” sono Columbia, Universal e United Artists. La loro caratteristica è particolare: non possedevano sale. Invece, le super Major le possedevano: Metro Goldwyn-Meyer, Twentieth Century Fox, RKO Pictures, Paramount e Warner. Questo ha spinto Carl Laemmle Sr. a creare prototipi unici. Laemmle è il fondatore della Universal. Lo aiuta Irving Thalberg. Thalberg, prima di passare all’MGM, dà alla compagnia uno status industriale moderno. Insieme creano film caratteristici ma a budget medio. Inoltre, scoprono talenti prima delle super Major. Mary Pickford, Rex Ingram, Florence Lawrence e Mae Murray ottengono i primi successi all’Universal. La strategia punta anche sul mercato europeo.
Laemmle possedeva un circuito di sale in Germania. Più di altri, ha utilizzato personale creativo mitteleuropeo. Prima dell’avvento del nazismo arrivano von Stroheim, Ulmer, Dupont e Fejos. Inoltre, Paul Leni, Lubitsch e Conrad Veidt. Questi artisti danno alle immagini luci e stile “espressionisti”. Molti film del periodo muto avevano tocchi fantasy. Tuttavia, l’horror nasce come genere vero e proprio a Burbank negli anni 30. Inoltre, si adatta perfettamente alla “sound revolution”. La Universal la adotta subito.
MARIUCCIA CIOTTA:
Il primo film ha un successo strepitoso all’Universal. Si tratta di Dracula del 1931. Lo dirige Tod Browning. Il protagonista è Bela Lugosi. Il film piace moltissimo a pubblico e critica. Questo porta l’Universal a produrre una serie di altri mostri. Nello stesso anno arriva Frankenstein con Boris Karloff.
Nel ’31 siamo ancora in piena Depressione negli Stati Uniti. Il pubblico comincia ad esorcizzare le sue paure al cinema. Preferisce uscire dalla realtà triste della Grande Crisi. Quindi va al cinema. I mostri diventano personaggi di grande attrazione.
House of Frankenstein esce nel 1944. È uno dei tanti Frankenstein prodotti dalla Universal. La storia inaugura molti mostri della casa di produzione. Non c’è soltanto Frankenstein. Nel film c’è l’Uomo lupo, interpretato da Lon Chaney Jr. C’è anche Dracula il vampiro, interpretato da John Carradine. Inoltre, c’è Boris Karloff. Questa volta non è più la Creatura. È una specie di sostituto del dr. Frankenstein. È più malvagio dell’originale. Cerca in tutti i modi di ricostruire un corpo umano. In questo momento il ritorno dei mostri ha una sua ragione d’essere.
ROBERTO SILVESTRI:
L’interesse della Universal come Major unica deriva dalla sua attenzione particolare. Si concentra più sui contenuti che sullo Star System. Punta su prototipi caratteristici, fuori schema. Un esempio è “Niente di nuovo sul fronte occidentale” del 1930. Il film deriva dal best seller antimilitarista di A.M. Remarque. Lo dirige Lewis Milestone. Hitler lo proibisce. Il film analizza la Grande Guerra. La guerra è catastrofica per il proletariato. Muoiono 10 milioni di giovani soldati. Molti di più diventano invalidi. Inoltre, le donne europee vengono stritolate. Sono vittime privilegiate di feroci dittature patriarcali.
Pensiamo anche all’eccentrico Hellzapoppin. È uno dei film più dadaisti della storia hollywoodiana. Lo produce Carl Laemmle jr., figlio del fondatore. Prosegue nella politica del budget medio-basso. La Universal presta attenzione alle nuove tecnologie. Inoltre, gestisce un parco attori particolare. Tra questi: Deanna Durbin, Gianni e Pinotto, Audie Murphy, Jeff Chandler e Donald O’Connor. Questi attori sono meno schiavizzati da contratti capestro. Invece, vengono coinvolti in progetti interessanti. Sono pagati con percentuali sugli incassi.
Durante la guerra e subito dopo, la Universal produce film importanti. Il noir neorealista di Jules Dassin “Forza bruta”. “The Killers” con Burt Lancaster e Ava Gardner. “Touch of Evil” di Orson Welles.
Una cosa interessante della Universal è l’epopea del produttore Ned Tanen. Dopo il decennio nero di Hollywood, gli anni 60, Tanen è tra i promotori della new Hollywood. Nei primi anni 70 rischia su progetti e registi giovanissimi. Questi sono capaci di competere sul mercato mondiale. Competono con il cinema moderno europeo: Fellini, Bergman e Godard.
Prima del 1973, anno d’oro di Hollywood, Tanen produce fino al 1982. Produce Kubrick (Spartacus) e Aldrich (Ulzana’s Raid). Inoltre, produce Taking off, opera prima americana del ceco Milos Forman. Produce i film “nouvelle vague” di Monte Hellman e Dennis Hopper. Produce La Stangata e il prototipo dell’horror moderno. Produce Lo squalo di Spielberg. Produce Blues Brothers di Landis e le commedie horror di Joe Dante. Inoltre, produce 8 film di Clint Eastwood. Eastwood diventa regista proprio all’Universal. A Tanen succede Robert Rehme. Poi arriva ET.
MARIUCCIA CIOTTA:
Torniamo a The house of Frankenstein. Voglio ricordare che Erle Kenton ha diretto tre film per la Universal. Il terrore di Frankenstein del 1942. Aldilà del mistero, titolo italiano di The House of Frankenstein. La casa degli orrori del 1945.
È interessante vedere quanti mostri ha sfornato la Universal. Prima lo avevo accennato. Ora voglio dirli tutti: Il Conte Dracula, il Mostro di Frankenstein, La mummia, L’uomo invisibile. Inoltre, La moglie di Frankenstein, L’uomo lupo, Il fantasma dell’Opera e il Mostro della Laguna nera.
Teo Mora è un grande critico e studioso di cinema fantastico. Sostiene che The house of Frankenstein è un capolavoro. Il film mescola paura, commedia e melodramma. C’è l’amore impossibile tra il Vampiro e lei. Insomma, il film racchiude tutto l’universo interessante della casa di produzione.
Possiamo chiederci perché questi mostri sono tornati. Non solo perché li riproponiamo per fare un omaggio alla grande Universal. Perché parliamo di Frankenstein? Perché parliamo di Dracula? Il motivo c’è. Ha portato in vetta al box office 2 film recentissimi. Il Dracula di Besson e il Frankenstein di Del Toro. Ci si chiede come sono tornati mostri radicati nell’800 e nel 900.
Allora questi personaggi avevano una funzione di eversione e ribellione. Erano degli emarginati che protestavano contro un ordine costituito. Erano dei veri sovversivi. Negli anni successivi il mercato li ha riassorbiti. Li ha fatti diventare personaggi compatibili con il mercato.
Ma in questo momento i veri mostri non sono più gli “umanoidi”. Dracula e Frankenstein sono “umanoidi”. Invece, ora sono macchinici. Hanno a che fare con l’intelligenza artificiale. Sono mostri di nuova generazione. Minacciano l’umanità. Penso anche agli esperimenti scientifici. Si basano sugli organoidi. Sono elementi umani innestati nel corpo di un robot. Quindi sono i nuovi Frankenstein. In questo momento si stanno costruendo nuovi Frankenstein. Forse è per questo che il caro mostro di allora è tornato di moda.
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